Nel marzo del 2027 si concluderà il mio ultimo mandato come Presidente di AERCO. È un pensiero che mi porta inevitabilmente a guardare indietro, al cammino percorso, con gratitudine e con un pizzico di emozione.
In questi anni ho dedicato ad AERCO una quantità di tempo che sarebbe impossibile misurare. Lo sanno bene le persone che mi sono state accanto ogni giorno, prima fra tutte mia moglie, che ha condiviso con pazienza le tante serate, i fine settimana, le telefonate e le preoccupazioni che questa responsabilità ha comportato. Molto di quel tempo è stato sottratto alla mia vita professionale di musicista, ai miei progetti personali, persino ai momenti di riposo. Eppure non me ne sono mai pentito.
Ho scelto consapevolmente di donare il mio tempo agli altri. Ho scelto di metterlo al servizio della coralità, di una comunità fatta di persone che credono nel valore del canto corale come esperienza artistica, educativa e umana. Se tornassi indietro, rifarei la stessa scelta.
Quando assunsi la presidenza, AERCO era una realtà diversa. Oggi l’associazione ha raggiunto dimensioni e risultati che allora sembravano quasi impensabili: un bilancio vicino ai 450.000 euro, rispetto ai 33.000 euro di allora; nuove iniziative diventate punti di riferimento del panorama corale italiano, come il Concorso Corale Nazionale “Giuseppe Savani”, il Concorso Internazionale per Direttori di Coro “Romano Gandolfi”, Voci nei Chiostri, Voci in Festa, CantaBO, il Coro Giovanile Regionale, il Coro Regionale Emilia-Romagna, la Schola Gregoriana Ecce, l’Accademia Corale e molte altre ancora.
Ma al di là dei numeri e dei progetti, ciò che mi rende davvero orgoglioso è aver contribuito a costruire una casa più grande e più accogliente per i cori dell’Emilia-Romagna. Una casa fatta di relazioni, di opportunità, di sogni condivisi e di persone che hanno lavorato insieme per un obiettivo comune.
Molti amici e colleghi mi chiedono di restare, convinti che la mia presenza sia necessaria per preservare quanto costruito. Li ringrazio per questa fiducia, che considero uno dei riconoscimenti più belli ricevuti in questi anni. Tuttavia la vita mi ha insegnato una lezione semplice e preziosa: tutti siamo utili, nessuno è indispensabile. Le istituzioni che sopravvivono alle persone sono quelle che hanno davvero saputo crescere.
Per questo guardo al futuro con serenità. Chi verrà dopo di me troverà un’AERCO viva, forte e ricca di energie. E sono certo che saprà accompagnarla ancora più lontano di quanto abbia fatto io. Perché il vero successo di un presidente non è essere insostituibile, ma lasciare un’associazione capace di continuare a crescere anche senza di lui.
Quando arriverà il momento di passare il testimone, lo farò con il cuore colmo di gratitudine. Per tutto ciò che AERCO mi ha dato, per le persone straordinarie incontrate lungo il cammino e per la consapevolezza che, in fondo, il canto corale ci insegna la più bella delle verità: nessuna voce basta da sola, ma insieme possiamo costruire armonie che durano nel tempo.
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