Segnare lo spartito…

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Raramente vi sono dubbi circa l’importanza di evidenziare arpeggi e segni dinamici su una partitura per violino, sia in preparazione delle prove e sia per l’esecuzione di un brano orchestrale. Il tempo delle prove può essere sprecato se questo non viene fatto per nulla o non fatto con attenzione. Uno degli ultimi eminenti direttori d’orchestra americano, Robert Shaw, era noto per segnare le parti corali ed orchestrali in modo meticoloso, affinché le prove venissero eseguite con la maggiore efficienza. A causa delle incertezze che accompagnano ogni brano rinascimentale, sembra quindi logico che lo spartito debba essere segnato per poter guidare il cantante ad una maggiore comprensione della sua parte.

La segnatura dello spartito e dei relativi gesti di direzione che verranno usati dovrebbe emergere dallo studio dello spartito e le indicazioni dovrebbero riflettere il suono che il direttore vuole sentire. Quelli che seguono sono alcuni dei segni che potrebbero essere indicati in una partitura, segni che dovrebbero essere scritti sullo spartito del cantante sia prima della prima prova che durante le prove stesse. È utile, soprattutto in questo tipo di musica, che tutte le parti siano adeguatamente marcate in modo che i cantanti conoscano non solo la propria parte, ma possano comprendere che sono una parte dell’insieme. In questo modo avranno la consapevolezza di quando evidenziare la propria voce e di quando dovranno essere solamente supporto. I punti qui di seguito sono suggerimenti di annotazioni che dovrebbero essere segnati sullo spartito del direttore e/o del cantante:

  1. Includere una traduzione letterale (se non è fornita) nella parte superiore o inferiore della pagina.
  2. Cerchiare o sottolineare ogni sillaba accentata nella propria parte individuale.
  3. Inserire una linea verticale attraverso tutti i pentagrammi per definire le più importanti sezioni del brano. Spesso queste linee coincideranno con la divisione del brano nei suoi punti di imitazione. Queste righe non solo aiutano il direttore ad avere una visione completa di tutto il pezzo, ma serviranno anche a fornire punti di riferimento per le prove, dopo un’interruzione.
  4. Per i passaggi polifonici segnare sulla partitura corale un tratteggio a scala aiuta tutti a sapere qual è la parte più importante in ogni momento. La parte sottolineata è quella che dovrebbe venire fuori, emergere. Tali tratteggi funzionano meglio per evidenziare il soggetto principale; le parentesi sono raccomandate per motivi melodici secondari e/o per le voci che seguono in rapida successione.
  5. Aggiungere segni dinamici e di ritenuto, accenti e altri simboli di articolazione che riflettono come il direttore vuole interpretare la musica.
  6. Cerchiare la nota che crea una sospensione in modo che il cantante si ricordi di non fare un diminuendo su quella nota.
  7. Mettere tra parentesi i gruppi di due o tre note, al fine di favorire un corretto accento per le sillabe importanti e per eliminare le sincopi indesiderate.
  8. Sottolineare, ad esempio con un evidenziatore giallo, le due voci responsabili della realizzazione di una cadenza lineare, in modo che i cantanti possano capire quali parti devono risaltare per la loro importanza melodica/armonica. Spesso la parte di basso contribuisce a sostenere una cadenza.
  9. Identificare e numerare (ad esempio in numeri romani) alcune sezioni o punti di imitazione, al fine di facilitare le prove.
  10. Disegnare linee diagonali tra due parti a imitazione (soprattutto quando le parti sono a canone) in modo che l’occhio ed l’orecchio possano concentrarsi sulla direzione successiva della musica.

Una applicazione di questi suggerimenti è usata negli spartiti dei madrigali, April is in my mistress face di Thomas Morley e in Chi la Gagliarda di Baldassare Donato. Nel madrigale di Morley, le marcature includono sospensioni cerchiate e l’uso di tratteggio a scala. Le entrate vicine sono evidenziate utilizzando parentesi, e linee verticali dividono il madrigale nelle sue diverse sezioni. Le sillabe ‘cold’ e ‘De-CEM-ber’ in April is in my mistress face sono cerchiate per ricordare al cantante di enfatizzare i suoni delle consonanti per sottintendere l’idea di freddezza. Le marcature nello spartito di Donato illustrano la tecnica di indicare raggruppamenti di due o tre note.

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